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mercoledì 5 giugno 2013

Moooostroooo



Faccio il braavo

Lasciami, non tenermi schiacciato sul pavimento
Ho pauraaa

Maario vienimi a prendere
Voglio andare a caasa
Caasa
Caaaasaaa


fuoooorii
Voglio andare fuuooorii
Voglio stare con gli altri bambini
Non voglio stare sooolo
sooolo

Nooooooo
Noooo
Nooooooooooo

Non sono un moooostroooo

martedì 14 maggio 2013

Lorenzo



1)Lorenzo

Ho portato Lorenzo, Fiammetta, MariaRosa e Bianca a fare una passeggiata; avrei voluto portarli ad una mostra di fiabe, utile per il laboratorio che teniamo in comunità e a cui alcuni di loro partecipano, ma non è stato possibile: mi sento una pessima operatrice, avrei potuto regalare loro un momento di svago, di socializzazione, avrei potuto gratificare la loro intelligenza, la loro voglia di conoscere:MariaRosa è molto intelligente, ama il teatro, si capisce da come parla che ha studiato, le si illuminano gli occhi quando ha l’occasione ancora come un tempo di sentirsi stimolata; Lorenzo ha studiato all’università, Fiammetta è voracemente curiosa di tutto. Per colpa mia stiamo camminando come al solito sotto i portici del paese, al bar concedo loro qualche vizio in più del solito. Stiamo passeggiando nella via del centro, Lorenzo mi si accosta, cerca il dialogo con me, lo prendo a braccetto, camminiamo fino a quando loro mi dicono che sono troppo stanchi per rimanere ancora fuori, per oggi ne hanno abbastanza di tutto quel mondo. Torniamo in comunità, Lorenzo mi dice:
“ Grazie, oggi   per un po’ mi sono illuso di essere un uomo normale”





sabato 4 maggio 2013

Sindrome di Norimberga

Acido coacervo di sentimenti
colpa
inadeguatezza
imbarazzo
non identità
non ruolo
ho fatto quello che potevo
.....
 la banalità del male

domenica 28 aprile 2013

Nicola e Silvietta

Sveglia alle 4, totale ore dormite: 10 ore in 2 giorni!
 Forse non sarò lucida al 100%
Ore 6.00
Inizio la mattina con Carlo e Francesco.
Francesco sta alla voglia di lavorare come la meringata sta al diabetico; Carlo ha appena finito il turno di notte ede è brasato. Tra un caffè  e una sigaretta la tiriamo fino alle 6.40 io friggo dall'ansia.
I ragazzi fanni i letti io le docce, che bello fare le docce ai pazienti...
Laura, Gerardo, Franco..e Nicola.
 Vai in bagno, fai la pipì
Mentre vesto Gerardo sento uno scroscio
 Nicola  si è spogliato e ha deciso di allagare il corridoio davanti alla porta del bagno..
 davanti alla porta c'è un lago
Cerco di riparare con gli asciugamani
inevitabilmente l'orlo dei jeans tocca terra 
i miei pantaloni si inzuppano di urina
io che dovrei  essere buona e comprensiva sono rabbiosa e disperata
"hai capito? Sono stanca,  incazzata, provo un infinito schifo per te, per me per questa casa"
Nicola non mi capisce
Spogliati  facciamo la doccia
 Mentre lo insapono vorrei  togliergli la pelle, mentre lo  sciacquo  lo vorrei affogare
insieme sotto il getto dell'acqua
lui in piedi nudo
io in piedi coi miei vestiti fradici
lo scarico lento e la stanza si allaga
magari  i pantaloni si lavano...
lo rivesto
vai va, sparisci!
 Silvietta, gioco con Silvietta, bianca tonda, una bimba di 70 anni.
Giochiamo  con l'acqua  e il sapone, la schizzo, la massaggio, le accarezzo le gambe
 Miriam, l'infermiera delle sostituzioni ci gurda dal corridoio.
Ma come tu giochi con la paziente?
Sì perchè?
Ho lavorato all'ospedale psichiatrico sai come li lavavano là?
No! Come?
Attaccati alla parete con le braccia  e le gambe allargate, con la  canna da giardino tutti in fila
 Ho visto anche pazienti a terra  nudi e un altro paziente che ci  passava  la scopa sopra
...........................................................................................................................


Dai Silvietta mettiamo il vestitino, asciughiamo  i capelli, sei bella oggi
 lo sai che c'è Francesco in turno che ti piace  tanto, poi ti da  da il latte coi biscotti

Poi  Anna MariaRosa, Fernanda....



domenica 21 aprile 2013

Giacinto e MariaRosa



Giacinto e MariaRosa

Giacinto, un troll gigantesco! Lungo, largo, il naso a patata, come nei cartoni animati, butterato, la barba di metal-alluminio, nera, i capelli a spazzola, corvini, la forfora a scaglie grandi e dure come tegole.
“ Eh gna gna wish pepepepé” saluta Giacinto, mi prende per mano e mi coinvolge in una danza tribale e divertentissima animale, bellissima.
“Bababà-fiuuuù” mi chiede di toccargli il pancione e ride con una voce che rimbomba nell’atrio della struttura: Harpo Marx, il biondo riccioluto che in “Duck Soup” rispondeva al telefono suonando le trombette! Perepepé, taratatà, wawawa, in questo rutilante codice dobbiamo capire se Harpo è arrabbiato, ha fame, ha sonno, è felice.
Wheesh! È il segnale che Harpo da a Mariarosa per dirle che ha i gettoni in tasca e non appena gli operatori si leveranno dai piedi potranno concedersi un cappuccino alla macchinetta; Harpo ha una tasca tintinnante come il bottino dei pirati, da condividere con Mariarosa, nuca calva, pochi capelli grigi e sparati ai lati, obesa, la pelle offesa dalla psoriasi, un bandito  in gonnella che estorce monete e sigarette, una faccia da sberle che si fa concedere tutto, in cambio di un po’ di sesso consumato nei cessi.
Ci diciamo che Mariarosa ha un giocattolo per soddisfarsi fra le mura della casa. Voglio  pensare che Mariarosa preferisca non dirsi di volere un po’ di bene ad Harpo, cosa ne sarebbe di quella corazza dura che ha indossato per non farsi fare male?
Mariarosa è all’ospedale, subirà un intervento, quando tornerà non avrà più ciò che la fa rimanere donna dentro, un nido che la malattia ha voluto vuoto e si è guastato.
Harpo è da una settimana davanti all’ingresso col naso butterato appiccicato al vetro, weesh! Ma la faccia di Mariarosa si riflette nella porta mentre lei è nascosta in sala tv, aspettando il segnale del suo complice.
Mariarosa è tornata a casa, è seduta con  Harpo sul divano, con la testa sulla sua spalla, stasera c’è quella trasmissione che le piace tanto dove le donne indossano vestiti da sera con le paillettes e i tacchi a spillo, ballano sempre sorridenti volteggiando con bellissimi cavalieri in frack, Giacinto le accarezza la pancia.









mercoledì 17 aprile 2013

Di sesso di amore di vita in comun..ità

E anche questa mattina  Bobo (75 anni) è andato nella camera della Rosina(75 anni)
E Mariarosa nel bagno co Harpo per i soldi della cioccolata ( porca miseria sei diabeticaaaaa)
e Harpo che accarezza la pancia di Mariarosa sul divano dopo  l'operazione
e una carezza chiusi in ufficio con Luca
 e Luca poi con l'infermiera, la tirocinante , la fisioterapista ( stronzo!)
E non farti sedere la ragazza sulle ginocchia
e non metterti la maglietta aderente per lavorare
e come sono belli Rosella e Simone
 e Annunziata e Alfredo, sporchi, con il collo girato, ma come fanno? Ma sia amano lo stesso
 E Marco e Marina hanno il permesso di uscire insieme e poi si baciano dall'altra parte del cancello
e bevono caffè e fumano sigarette con le mani tremanti
E Mattias che mentre cambio Laura mi fa sentire la sua erezione e mi dice" sono stanco, arrabbiato, solo, ho paura"
 e il sesso in infermeria con gli occhi alla telecamera di sorveglianza
E  Gigi che piange in un angolo e poi dice" mi ha toccato lì"
 e crisi
 e sbattere a terra e girare gli occhi
  E Claudio che vuole sempre andare a bere in bagno...
e emergenza  Franca si butta, e apri la porta.. e la psicologa scompigliata e l'infermiere che si  aggiusta i pantaloni
e Denise non toccare i tuoi compagni
 e Elodie che quando vede l'infermiere Francesco sorride, mangia, non sbava e forse riesci anche a farla camminare
e aiuto abbracciami
e tornare a casa e non averne più voglia
e Rossella e Simone che vengono al centro per stare seduti mano nella mano

venerdì 12 aprile 2013

Rosella e Simone



Rosella e Simone

Incontro Luca nel corridoio e mi dice: “ Hai visto che belli Rosella e Simone?”
Mi affaccio alla porta dell’aula grande e li vedo seduti al tavolo uno accanto all’altra, stanno giocando col puzzle di Topolino, lei ha la testa appoggiata sulla spalla di lui, si danno la mano, si sciolgono i nodi di una giornata  a nervi tesi.
Che belli che sono Rosella e Simone!
Arrivano qui alle 8.00 col pulmino, si siedono nell’aula grande, si vogliono bene e alle 14.00 tornano a casa.
Rosella, coi capelli neri e qualcuno è gia bianco, gli occhi scuri, un po’ spenti, le occhiaie, il viso bianco, paffuto, un po’ sfatto che pare fatto di mozzarella, un sorriso che non si apre mai fino alla fine, un viso da bambina malata su un corpo da donna, pesante e affaticato da quello strano malessere che ha dentro … che non so cos’è . che mi fa girare la testa, mi fa venire la nausea, mi fa male alla schiena. Arriva alle 8.00 e vuole bene a Simone, e adesso anche di più, da quando la mamma le ha detto che fra qualche mese no  ci sarà più ad aspettarla a casa.
Assemblea del gruppo A:
“Come va Rosella”
“Bene”
“ Cosa non ti piace?”
“ Non mi piace la ginnastica e l’insalata”
“Cosa ti piace?”
“ Mi piace Simone”
Rosella sorride poco, c’è Simone che sorride, col faccino da cinesino e gli occhiali rotondi, la testa rasata dalla mamma per non far vedere la calvizie incipiente di quel suo strano cucciolo che le somiglia così poco. L’altra mattina è arrivato col broncio “Cosa ti è successo?” Simone si  è tolto il berretto mostrando la testa nuda e i pelucchi scuri diritti come il porcospino, una lacrima gli ha rigato le guance “ Sei bellissimo! Non è vero che è bello?” “Sì!” fanno eco gli amici, gli è tornato il sorriso e lo ha portato a Rosella.








domenica 7 aprile 2013

Annunziata

Mi offro per portare Annunziata alla visita medica.
Annunziata si prepara all'uscita mettendosi un pesante giaccone imbottito, il 27 settembre.
Lo mette per il freddo o per proteggersi calzando una pelle che la protegga dal mare esterno in cui sta per tuffarsi.
Lei sempre appartata e silenziosa sembra che non spettasse altro che un momento 1:1 per aprirsi; io sono un vasp in cui lei riversa tutti i suoi vissuti. Curiosa, attenta al mondo fuori dal finestrino, mi fa molte domande. Io non potrei rispondere perchè per lei devo essere un'ombra amica che la accompagna ma lei oggi vuole relazione.

_Quanti anni hai?
-26
- A 26 anni mi sono sposata.
Mi racconta dell'abito bianco largo e svasato, coi fiori e la coroncina di fiori d'arancio, Annunziata ora è una principessa.

Ti piacciono le rose?
- Sì mi piacciono molto
- Mio marito me le ha regalate, si è ricordato di me, le ha messe sul tavolo della cucina. Hanno già fatto la vendemmia?
-Sta per iniziare.
- Io facevo la vendemmia in Francia; ho fatto la commerciante in Olanda vendevo il pesce fritto sulle bancarelle quanto pesce fritto ho venduto! Ho fatto  la sarta ero brava a cucire i tailleurs.Hai mai sciato?
_ No mai
- Io sì , mio figlio scia benissimo, io avevo paura sulla funivia. Ho fatto un giro in elicottero su Torino con le mie amiche.La mia famiglia non mi chiama più, mi fanno schifo. Sono nata in Veneto, non li capisco più.
Si guarda attorno, ci sono levigne ma non c'è l'uva, gli ulivi non hanno olive, è tutto spoglio e senza frutti, le case sono brutte e vecchie.
Visita, tutto bene.
Colazione al bar, sigaretta.
Annunziata mi chiede di andare in profumeria, vuole uno smalto rosso, dell'acetone e una crema per il viso.
Annunziata è brutta, ha la pelle grigia, gli occhi tristi, i capelli da strega, il collo girato alla rovescia per l'atrosi, trascina una gamba, le braccia sono lunghe, troppo lunghe ma oggi si ama.
Quando disegna in terapia si raffigura vestita  di rosso, bella giovane, provocante, con labbra rosse ecarnose, quella che si sente ,quella che forse è stata. In un afoto da giovane vedo una bella donna  di cui rimane poco dopo la malattia, il manicomio, la comunità.
Mi piace come si cura, sono felice di andare in profumeria.
Ieri Annunziata a chiesto all'infermiere  Marius   di consigliarla sulla tinta da fare." Secondo te è giusto o no?"
Marius le ha detto di farlo così la sera le avrebbe detto se la trovava bella o bellissima.
Torniamo verso casa.
Annunziata mi dice che le vigne  sono cariche di grappoli, gli ulivi pieni di olive e i giardini pieni dirose.

giovedì 4 aprile 2013

Costarainera



Costarainera
All’Isola felice di Costarainera
Le cappellette bianche
Coi nomi in bronzo
Si affacciano su un praticello
Quattro file di croci
Bianche di legno
Identiche
Senza nome
Insignificanti
Dovute
Dimenticate
Qualcuno ha portato una rosa gialla
Medaglia al demerito di essere vissuti
Sotto una pioggia fredda
Sotto un ombrello nero
Io il becchino e il prete
Alla tomba del matto